L’anno sta per concludersi ed è arrivato il momento di fare un resoconto dei migliori album del 2017. Di seguito troverete la nostra top 10 del rap italiano 2017.

Nella nostra top 10 del rap italiano, abbiamo cercato produrre il giusto mix tra “mostri sacri” e artisti emergenti, premiando quelli che ci hanno colpito di più, per un motivo o per l’altro.

È una classifica dettata più dal gusto che dai numeri (che abbiamo cercato di non trascurare del tutto), quindi siamo curiosissimi di conoscere anche la vostra top 10 del rap italiano 2017!

Il 2017 per il rap italiano è stato un anno intenso, che ha visto scendere in campo dei capi incontrastati come Fabri Fibra e Bassi Maestro. Al tempo stesso, il 2017 è stato l’anno l’anno di consacrazione per molti rapper più giovani. Ghali, Laioung, Maruego, Lazza, Vegas Jones e molti altri ragazzi quest’anno hanno assunto un ruolo piuttosto definito all’interno della scena rap/trap italiana.

Per forza di cose, non tutti saranno presenti nella nostra top 10 del rap italiano 2017, ma non per questo non gli verrà riconosciuto il contributo che hanno dato durante quest’ultimo anno di musica.

Chiacchiere a parte, iniziamo ad entrare nel vivo della nostra classifica dei migliori dischi rap del 2017!

Top 10 del rap italiano: i migliori album

#10 LAIOUNG – AVE CESARE/VENI, VIDI, VICI: Intenso ed emotivo

La nostra classifica dei migliori dischi rap del 2017 si apre con il doppio cd di Laioung Ave Cesare/Veni, vidi, vici. Come dice l’artista stesso: “vengo dal basso, ma voliamo alto“. Già, perché questo è un album che racconta il vissuto di chi è partito da lontano e che, ora, legge il suo nome accanto a quello dei migliori.

Il disco di Laioung è intenso, emotivo, in grado di distinguersi dagli altri sia per lo stile inconfondibile di Laioung, che per le storie narrate.

Avremmo potuto mettere questo disco diverse posizioni più in alto. Paga il fatto che in realtà il Cd1 era già uscito in digitale nel 2016.

#9 LAZZA – ZZALA: Tecnica e Punchlines

Il disco di Lazza è stato una piacevolissima sorpresa del 2017. Ha saputo dare personalità alla sua musica pur cavalcando l’onda della trap insieme a molti altri artisti. Con Zzala, Lazzino si è distinto per tecnica, flow e punchlines. Ma non solo. Basta ascoltare Overture, che oltre alle qualità appena descritte, testimonia la presenza di un importante senso artistico, gusto musicale e storytelling. Overture è sicuramente uno dei migliori singoli dell’anno.

#8 MOSTRO – OGNI MALEDETTO GIORNO: L’anima dentro

Mostro il suo posto nella top 10 del rap italiano 2017 se l’è conquistato coi denti. Già, perché questo è quello che trasmette Ogni Maledetto Giorno. Un disco rabbioso, scritto con la fame di chi vuole ottenere quello che gli spetta.

Di questo disco abbiamo premiato la personalità, il coraggio di sbattersene della musica che tira di più e del “politically correct”. In Ogni Maledetto Giorno trovate strumentali diverse dalle solite, flow taglienti e aggressivi, testi intensi o volutamente trash ma, in entrambi i casi, di grande qualità.

La definizione più adatta per questo album? Ogni maledetto giorno è un disco con l’anima dentro.

L’unico difetto del disco, è anche il suo pregio: è un album hardcore, ti prende a sberle. Se lo ascolti troppe volte al giorno, uccidi qualcuno. Figata.

#7 CARL BRAVE X FRANCO 126 – POLAROID: Cantautorato popolare 2.0

Forse Polaroid è la vera sorpresa di questa top 10 del rap italiano 2017. Quella di Carl Brave e Franco 126 è una musica che parte dal rap per lasciarsi contaminare da tantissimi altri generi.

Le strumentali sono molto più melodiche di quanto siamo abituati ad ascoltare nel rap moderno e lasciano spazio anche a strumenti come il sassofono o la chitarra.

L’autotune e le strofe rappate avvicinano i due artisti al rap contemporaneo ma, al tempo stesso, la loro musica strizza l’occhio alla scena indie e cantautorale.

In Polaroid trovate un mix di canzoni emotive e cazzone. Pellaria e Noccioline da un lato, Solo guai e Sempre in due dall’altro.

Quello che ci ha fatto definitivamente innamorare di Polaroid è lo stile narrativo. I due rapper dipingono con le parole. L’italiano si mischia con il dialetto romano e colora meglio le scene descritte nella canzone. È una sorta di “cantautorato popolare 2.0“, che rende Carl Brave e Franco 126 assolutamente unici.

#6 GHALI – ALBUM: Sound e personalità

I numeri dicono che Ghali meriterebbe il titolo come artista dell’anno. Il rapper ha avuto una ascesa incredibile e, in un certo senso, anche a livello sociale rappresenta una vera e propria rivincita.

Oltre ad avere un disco dal sound a dir poco strepitoso (frutto del genio di Charlie Charles e del senso artistico di Ghali), Ghali attraverso i suoi testi è stato in grado di dar voce a chi voce non ne ha.

Non è tra i primi posti perché Album ci dice che Ghali ha ancora un potenziale enorme da esprimere, forse più di tutti in assoluto. Puntiamo su di lui per il 2018, anche se quest’anno i numeri lo hanno già abbondantemente – e meritatamente – premiato.

#5 ENSI – V: l’essenza dell’ hip hop

Quello di Ensi entra di diritto tra i migliori album del 2017. Con V, Ensi è riuscito a variare ogni volta il mood delle tracce, pur lasciando in primo piano l’essenza del rap, anche nei brani più trap o più melodici. Strumentali moderne ma anche classic, testi leggeri ma anche emotivi, il tutto, arricchito con flow, tecnica e punchlines a profusione. Se volete il rap, volete V di Ensi.

#4 BASSI MAESTRO – MIA MAESTA’: Ridefinizione culturale

“Ridefinizione” non è una parola detta a caso. Con Mia Maestà infatti, Bassi Maestro ha ridefinito le regole del rap game italiano. Bassi si è impossessato nuovamente del suo regno, spodestando i ragazzini che pensavano di aver conquistato il mondo con due tracks in croce. No, non è così che funziona, e Bassi Maestro lo ha chiarito con questo disco, pieno di cultura musicale, prima ancora che di belle canzoni e rime da fuoriclasse.

Mia Maestà è stata una conferma: Bassi è un mostro sacro del rap italiano. Gli anni passano, lui no.

#3 COEZ – FACCIO UN CASINO: Still fenomeno

Li sentiamo già i vostri mugugni: “che ci fa Coez sul podio della top 10 del rap italiano 2017?! Ormai è commerciale, è indie…la musica non c’è, il rap neanche… è un venduto, è…è…è…“. È cosa?

Se ascoltate “Faccio un casino” tutto intero, scoprite che di rap ce n’è, e pure fatto bene. L’album si apre con Still Fenomeno, che è una mina vera. Ha un testo piuttosto intimo e profondo che, addirittura, passa in secondo piano per quanto spaccano la base e le strofe.

Ma Still fenomeno non è l’unica perla rap. A parte qualche eccezione, il disco è molto più rappato dei precedenti e mantiene sempre una matrice hip hop. Mille fogli e Un sorso d’ipa sono due brani rap allo stato puro. Tra le altre cose, nei featuring, compaiono Gemitaiz, Gemello e Lucci. Di rap ce n’è abbastanza, ed è solamente arricchito da tutte le altre contaminazioni melodiche o liriche che ai vostri occhi lo discostano dal rap.

Faccio un casino è sicuramente un disco da podio e Coez non è un fenomeno…è still fenomeno.

#2 FABRI FIBRA – FENOMENO: intoccabile e vulnerabile

Avete detto “Fenomeno”? Il collegamento con Fabri Fibra viene da sé. L’uscita del nuovo disco di Fibra è stata una vera boccata di ossigeno. Oggi che il rap fa tendenza e i rapper escono uno dopo l’altro, la nostalgia di qualcosa di diverso si fa sempre sentire. La nostalgia dei grandi, si fa sentire.

In questi casi però sorgono sempre delle domande: riusciranno i vecchi rapper a mantenere il passo? Cosa possono inventarsi ora che il pubblico è cambiato? Cosa avrà ancora da dire Fabri Fibra dopo tutti questi anni di carriera?

E invece eccolo qui, con un disco che suona da Dio e che porta Fabri Fibra di nuovo sul tetto del rap italiano. Non c’è niente da fare, Fibra si è dimostrato ancora intoccabile. Eppure, in questo disco ha scoperto per la prima volta il suo lato debole, quello più intimo e personale, che nei dischi vecchi al massimo si poteva leggere tra le righe. Questo è il valore aggiunto del disco: Fibra ha svelato le sue debolezze, in un periodo in cui i rapper giocano a fare i supereroi. Intoccabile e vulnerabile, un vero ribelle.

#1 GUÈ PEQUENO – GENTLEMAN: Magnetico

Il vincitore della top 10 del rap italiano 2017 è Guè Pequeno. Gentleman è un disco ricco di sfumature, di collaborazioni, di atmosfere diverse. Si passa da pezzi tamarri veri come Lamborghini e Trinità, ad altri d’amore, underground, reggaeton o contaminato dal cantautorato italiano. Il problema,  se così vogliamo definirlo, è che Guè li fa tutti bene!

Non siamo sicuri affatto che sia il suo miglior disco, non volevamo premiarlo, non volevamo continuare ad ascoltare Gentleman fino a Gennaio 2018, ma è successo. E, a giudicare dai riconoscimenti, non è successo solo a noi! Se proprio non la vogliamo chiamare bravura, possiamo parlare di magnetismo, ma sto disco è una bomba e non riusciamo a togliercelo dalla testa.

Guè Pequeno si aggiudica il primo posto nella nostra top 10 del rap italiano 2017 grazie a Gentleman, che tra tutti si è rivelato il disco più completo e accattivante.

Top 10 del rap italiano 2017: i grandi esclusi

Purtroppo abbiamo dovuto fare delle scelte, discutibilissime, ma che ci hanno portato ad escludere dalla top 10 del rap italiano 2017 alcuni rapper che invece meritavano di esserci.

Non possiamo far finta di nulla: abbiamo escluso Comunisti col Rolex di J-Ax e Fedez. Dati alla mano, meritavano sicuramente il podio. Inoltre, dobbiamo considerare che sono i primi rapper a riempire San Siro con un live.

Noi però il disco lo abbiamo sentito e non ha incontrato i nostri gusti. È un disco volutamente pop (e, come avete visto con Coez e Carl Brave x Franco 126, non è la contaminazione con altri generi a spaventarci) che ci ha lasciato ben poco dentro, nonostante l’indubbia qualità dell’album. Comunisti col Rolex è un ottimo album pop, con un target ben preciso, ma che poco si sposa con i criteri della nostra classifica.

Un disco che ci sarebbe piaciuto inserire in classifica è Come Uccidere un Usignolo / 67, un album in cui Ernia si è distinto per la qualità dei contenuti, lo stile e per la personalità.

Un altro disco molto bello è stato Segnali di fumo di Grido. A livello di qualità lo reputiamo superiore a molti altri album che abbiamo inserito nella top 10 del rap italiano 2017.

Il disco di Grido infatti è stato escluso solamente perché abbiamo cercato di fare una classifica un pò più eterogenea, inserendo anche artisti meno affermati. Come potete leggere nei nostri precedenti articoli infatti, il nuovo disco di Grido ci ha colpito molto.

Tra i membri della nuova scena, quelli che secondo noi sono da considerare “grandi esclusi” dalla top 10 del rap italiano 2017 sono Rkomi e Maruego. Entrambi hanno fatto un ottimo lavoro, ma complessivamente non ci hanno colpito quanto gli altri.

E voi, ci fate sapere la vostra top 10 del rap italiano 2017?

Il 2017 è stato meglio o peggio del 2016?

Se non ricordate bene cosa è uscito nel 2016, ecco la nostra top 10 del rap italiano 2016!

Written by Alex