tarantelle di clementino

Tarantelle di Clementino è uscito il 3 Maggio ed è il settimo album ufficiale del rapper campano. Tarantelle è stato realizzato per Universal Music Italia a due anni dell’ultimo disco di Clementino.

Tarantelle di Clementino: finalmente ecco la luce

L’artista originario di Napoli è un volto noto del panorama rap e in generale della musica italiana, ma, dopo anni di successi culminati con la partecipazione a Sanremo 2017, ha visto il suo nome progressivamente finire ai margini.

Tarantelle di Clementino è un disco maturo, e rappresenta una prova di forza non indifferente. Dopo aver trascorso un periodo complicato a livello personale infatti, il rapper campano è tornato in studio sfornando un disco fortemente introspettivo, a tratti toccante.

Il risultato che ne deriva è un album sincero e genuino, equilibrato, a tratti innovativo, in cui si passa dal rap classico alle ballate meriodionali, dal dialetto napoletano al freestyle, dove il tutto è reso possibile dall’ottima varietà di produzioni.

 

Tarantelle di Clementino: i featuring e la struttura

Sono state circa 70 le tracce totali scritte da Clementino, dalle quali ha estrapolato le quattordici da inserire nell’album: quattordici canzoni per ricominciare, per tornare là dove tutto è iniziato, studiate passo a passo con attenzione millimetrica e arricchite dalla presenza di featuring di spessore.

Nayt è il primo ospite presente nel disco, viene paragonato dal rapper campano a Eminem per stile e carattere e compare nella traccia “Hola”, un pezzo di bravura tecnica assoluta, un real banger. Non di minor spessore le tracce con Gemitaiz e Fabri Fibra, rispettivamente “Alleluia” e “Chi vuol essere milionario” singolo uscito in anteprima. Ultimo, ma non certo per importanza, tra i featuring presenti nel disco, quello con Caparezza in “Babylon”, un brano 100% made in sud per suoni e attitudine.

Le restanti tracce sono per lo più di matrice introspettiva e nostalgica, toccando il punto più alto in “Mare di Notte” e “Tarantelle (che ne sarà di me)”, forse la miglior traccia dell’album, una titletrack conscious che guarda al passato e ricorda tutte le difficoltà vissute dal rapper.

In “Tarantelle” Clementino – un’artista che ha fatto della solarità il suo marchio di fabbrica – ha dovuto fare i conti coi suoi lati oscuri e sfidare a mani nude i propri demoni. La sfida è stata vinta.

 

Tarantelle di Clementino: conclusioni

Tarantelle di Clementino forse non rappresenta il miglior album dell’artista: le scorie della sofferenza passata e le cicatrici di una lunga battaglia appaiono ancora visibili, ma appare ugualmente forte la voglia di scollarsi il veleno di dosso, lasciandosi trascinare da una ritmicità terapeutica che pervade tutto il lavoro.

La musica mi ha salvato la vita”, recita Clementino alla presentazione del disco al Teatro Verdi di Milano, e Tarantelle ne è la pura e sana dimostrazione. Quel ragazzino di sedici anni presente in copertina, che sognava di diventare una rap star ora ne ha trentasette, sta bene, ha realizzato il suo sogno, sorride al passato, si gode il presente, e questa è una preziosa notizia per tutto il movimento italiano, che ritrova finalmente un primatista del genere.

Articolo di Federico Antolini

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Written by Alex