recensione di truman di shade

La nostra recensione di Truman arriva dopo un ascolto attento e, soprattutto, una bella chiacchierata con Shade. Truman è pieno di hit, vanta collaborazioni di livello e, soprattutto, è costruito sul concetto di autenticità. Parlare con Shade ci ha aiutato a capire quanto sia sincero questo album nel raccontare la vita di un personaggio che si sovrappone fedelmente alla persona: un vero e proprio “True-man“, come ci suggerisce il gioco di parole scelto da Shade per il titolo del suo disco.

Recensione di Truman: intervista a Shade

In occasione della presentazione del disco, ci siamo fatti raccontare da Shade alcuni degli aspetti più significativi del disco. In mezzo a un mare di domande sui featuring (argomento che affronteremo nei paragrafi successivi), noi invece abbiamo cercato di farci dire da Shade qualcosa in più su Truman, puntando su domande in grado di lasciar emergere anche il lato umano di Shade, uno degli artisti più umili e straordinariamente “normali” che abbia mai incontrato.

Recensione di Truman: l’importanza dell’essere veri

Anni fa abbiamo recensito Clownstrofobia di Shade, sottolineando l’aspetto “umano” del disco. Già all’epoca, Shade si è messo a nudo toccando tematiche semplici, mettendo spesso in risalto le sconfitte a discapito delle vittorie. Già allora, quando nell’ambiente si giocava a fare i duri, Shade si era discostato dagli altri per restare fedele a se stesso.

Quasi tre anni dopo, ci troviamo a scrivere la recensione di Truman, un concept album che ruota proprio attorno al concetto di sincerità. Anche in questo disco, emergono diverse sfumature della personalità di Shade. Si passa dalla grinta di Overture (<< ho dato tutto come fosse niente >> nella sua semplicità è una delle frasi più belle dell’album) alla tristezza di Le Cose Peggiori; dalla genialità di Jesus Christ Webstar alla dolcezza dei brani più romantici. Tutto questo, per non parlare della spiccatissima ironia, presente nella maggior parte delle tracce del disco.

L’ascolto di Truman è un tour tra gli interessi e gli sbalzi d’umore di Shade, una sorta di reality show che giustifica la scelta di un titolo del genere. Ora che i rapper sono così sovraesposti, il pubblico ha affinato la capacità di “smascherare” gli artisti che si spacciano per quello che non sono. In questo senso, Shade è stato impeccabile: Truman è lo specchio del suo autore, con tutti i suoi pregi e i suoi difetti.

Credo che sia questo uno dei motivi per i quali Shade è così apprezzato dai suoi fans. Shade è accessibile a tutti, le persone si identificano facilmente in ciò che il rapper rappresenta. Insomma, la sincerità alla lunga ripaga sempre.

Recensione di Truman: i featuring

Scorrendo la tracklist di Truman, emergono collaborazioni importanti che spaziano da rapper come J-Ax, Nitro e Grido fino ad arrivare ad artisti come Emma Muscat, Bouchra e Federica Carta.

Siccome Truman è un album molto personale, Shade ci ha rivelato di aver preferito scegliere di collaborare solo con artisti con i quali sente di aver instaurato un legame a livello umano. L’altro criterio, fondamentale per la riuscita dell’album, riguarda il modo in cui gli artisti avrebbero interpretato il pezzo.

Shade è riuscito a capire le esigenze di ogni brano. La voce incantevole di Federica Carta era perfetta per un brano come Irraggiungibile, così come un pezzo romantico e ritmato come Figurati Noi richiedeva un timbro come quello di Emma Muscat, in grado di sciogliere i ghiacciai.

La collaborazione con J-Ax, per Shade è un vero e proprio sogno che si realizza. Cresciuto con gli Articolo 31, Shade riteneva che J-Ax fosse l’artista perfetto per cantare il ritornello di Tutti A Casa. Dopo aver ascoltato il provino, J-Ax si è gasato a tal punto da chiedere a Shade il permesso per aggiungere anche una strofa. Shade in conferenza ha ironizzato sulla sua risposta: << Ax, scherzi!? tolgo pure tutte le mie strofe se vuoi! >>.

Siparietto di Shade a parte, i due rapper hanno tirato fuori una hit che ti entra in testa e non se ne va più via. E poi…come non amare quell’ “e alloooooraaaaa” nell’ intro di J-Ax!?

Restando in casa Aleotti, anche Grido ha sganciato una strofa potente. Si tratta del brano Il Tuo Anno, una canzone da battaglia rivolta ai rapper che ogni anno si sentono i padroni del mondo e poi non vanno da nessuna parte. Un tema che ha permesso a Grido di togliersi qualche sassolino dalla scarpa.

Una delle canzoni più belle del disco, secondo me, è Le Cose Peggiori. Si tratta di un brano scritto durante uno dei periodi più bui della vita di Shade e, effettivamente, si discosta molto dal mood di tutte le altre tracce. Non è l’unica canzone triste, ma solo in questo brano Shade riesce a mischiare la tristezza alla rabbia, tirando fuori un sentimento che trasforma la voce e il flow del rapper in qualcosa di diverso. Ovviamente la strofa di Nitro è impeccabile, ma ce lo aspettavamo. E’ stata la trasformazione di Shade a rendere questo pezzo speciale.

Recensione di Truman: Shade e le hit

Per quanto riguarda i tre tormentoni che hanno anticipato l’album (Bene ma non benissimo, Irraggiungibile e Amore a prima insta), non c’è molto da aggiungere. I risultati parlano per loro e, piuttosto, ci chiedevamo il successo dei singoli potesse in qualche modo essere ingombrante nei confronti delle altre canzoni.

Nella creazione di Truman invece, Shade non si è lasciato intimorire dal confronto. Anzi, ne ha seguito la scia.

E’ come se Shade fosse riuscito a trovare la chiave che trasforma ogni pezzo in una hit. In effetti, Severo ma giusto e Jesus Christ Webstar seguono un pò il filone di Bene ma non Benissimo e Amore a prima insta, mentre Figurati Noi e Replay sono canzoni d’amore che si affiancano a Irraggiungibile.

Anche in questo, però, Shade è stato molto meticoloso: l’album è pieno di hit, coerenti tra loro, ma al tempo stesso molto diverse l’una dall’altra.

Il rapporto causa-effetto tra Shade e le hit però non va frainteso. Shade per raggiungere il successo non si è né svenduto, né snaturato. La colonna portante di Truman è la sincerità e, in nome di questo, Shade è rimasto fedele al suo stile, oltre che alle tematiche e agli interessi che lo coinvolgono in prima persona.

Truman di Shade: a proposito di tecnica…

Chi conosce Shade e la sua musica, sa bene quanto lavoro c’è dietro ogni sua barra. Lo stile e la tecnica non hanno mai lasciato spazio ad altri criteri: che si tratti di un tormentone o di un pezzo più intimo, le rime il flow sono sempre impeccabili.

D’altronde, si tratta di uno dei migliori freestyler in Italia, uno che si è formato negli anni in cui saper rappare era ancora importante.

In Truman, Shade ha sfoderato tutto il suo repertorio: punchlines, incastri, extrabeat, metriche perfette e un miliardo di flow diversi. Non lasciatevi ingannare dall’apparenza, per saper rappare non serve essere criminali: in quanto a tecnica, Shade manda al tappeto la maggior parte dei rapper italiani.

Recensione di Truman: Conclusioni

Truman di Shade è un bel disco, un viaggio piacevole e credibile nel mondo di Shade. Ironico e giocoso, ma al tempo stesso ricco di spunti che meritano un ascolto più approfondito.

Gli sbalzi d’umore di Shade, uniti alla varietà dei featuring e delle strumentali, rendono il disco più fluido e dinamico. Un difetto di Truman? Nonostante le 13 tracce (skit compresa), è talmente coinvolgente da risultare troppo corto, come un giro del quartiere in Ferrari. Per l’ascoltatore è un difetto, ma significa che Shade ha colpito di nuovo nel segno.

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Written by Alex