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Bellaria di Vegas Jones è uscito il 23 Marzo 2018 e, fin dai primi ascolti, ci siamo accorti che è un disco ricco di spunti da sottolineare. Stiamo già parlando di uno dei migliori album del 2018? Capiamolo insieme, con la nostra recensione di Bellaria di Vegas Jones.

Recensione di Bellaria di Vegas Jones: Intro

Il disco prende il nome da un quartiere di Cinisello Balsamo dove Vegas Jones è cresciuto. Il quartiere ricopre un ruolo fondamentale nello scenario che accompagna l’ascolto di Bellaria.

La sensazione è che Vegas Jones abbia concepito questo disco pensandolo come un viaggio. Lo si evince sia dall’intro di Bellaria, che dall’ascolto della tracklist.

Recensione di Bellaria di Vegas Jones: la tracklist

1 – Bellaria (prodotta da Boston George)
2 – Brillo feat. Madman & Gemitaiz (prodotta da Joe Vain)
3 – Malibu (prodotta da Boston George)
4 – Ice (prodotta da Andry The Hitmaker)
5 – Trappola (prodotta da Kid Caesar)
6 – Nuova Ghini (prodotta da Kid Caesar)
7 – Mamacita feat. Gué Pequeno (prodotta da 2ndRoof, Abaz & Xplosive)
8 – Il Viaggio (prodotta da Joe Vain)
9 – Bubble Bubble (prodotta da Boston George)
10 – Yankee Candle (prodotta da Boston George)
11 – Cristo (prodotta da Boston George)
12 – La Finale (prodotta da Joe Vain)
13 – Numeri & Zeri (prodotta da Boston George)
14 – Drive By feat. Jenn Morel (prodotta da Andry The Hitmaker)
15 – Lisha (Su E Giù) (prodotta da Andry The Hitmaker)

Come dicevamo prima, il “viaggio” inizia da Cinisello con Bellaria e, una storia dopo l’altra, ci accompagna verso le ultime tracce, in cui troviamo un Vegas Jones che ce l’ha fatta, che sta “vivendo il suo film” e che si è andato a prendere il successo che ha ottenuto, come consiglia di fare in Numeri & Zeri. Il disco si conclude con Lisha (Su e Giù), l’unico un pezzo d’amore dell’album.

Personalmente, avremmo concluso il disco con “La Finale“, una vera e propria poesia di strada che avrebbe chiuso bene il viaggio. In ogni caso, il percorso personale che Vegas Jones ha voluto raccontare emerge piuttosto bene dall’ascolto della tracklist.

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Recensione di Bellaria di Vegas Jones: carattere e personalità

Bellaria è un disco che lascia emergere in modo distinto la personalità di Vegas Jones. Come ha ammesso più volte lo stesso Veggie, ogni parola contenuta nei suoi testi è frutto della vita che ha vissuto, non c’è niente di inventato.

E’ innegabile: quando un autore è coinvolto direttamente in quello che scrive, si sente.

In questa sorta di viaggio nella vita di Vegas Jones, fatto di alti e bassi, di feste e di malumori, la scrittura di Veggie trova terreno fertile per esprimersi al meglio.

In Bellaria di Vegas Jones infatti, troviamo testi che giocano spesso sui contrasti: è difficile trovare un pezzo eccessivamente pesante. Vegas Jones è particolarmente bravo nel trovare nei suoi pezzi l’equilibrio perfetto tra le emozioni che suscita.

Prendiamo ad esempio Malibu: è un pezzo che suona da Dio, la strumentale ha un sound positivo e il titolo ti porta dritto sulle coste californiane. Tutto questo, si bilancia con un testo molto più serio, sfumato di malinconia. Attraverso un gioco di contrasti, Malibu ti emoziona senza farti capire bene il perché.

E’ solo un esempio, ma questo è uno stile che appartiene alla maggior parte delle canzoni di Bellaria.

<< Fumo per tutta la noche
Penso al modo per andarmene
Ballo un mambo con la morte
Giro Santa Maria per rinascere
Ne accendo una per chi non c’è più
Una per chi se n’è andato via
Lungo le coste di Malibu
La mia voce segue quella melodia >>

La personalità di Vegas Jones: Meglio soli

Un altro elemento che caratterizza il percorso di Vegas Jones che lo ha portato alla realizzazione di Bellaria, riguarda il suo individualismo.

In questi anni, specialmente nel giro della trap italiana, abbiamo visto molti rapper emergenti acquisire consensi facendosi forza con un collettivo, fatto di rapper e producer che si spalleggiavano a vicenda. Che sia chiaro, non c’è niente di male.

Però in questi anni avevamo notato che, tra il giro di Charlie Charles, l’asse Milano – Genova di Tedua, Izi and company e tutte le altre “crew” che sono diventate protagoniste della trap italiana, Vegas Jones correva da solo, come se stesse inseguendo traguardi diversi.

Con Bellaria abbiamo capito il motivo. Vegas Jones ha una personalità molto forte, la sua musica si distingue da tutte le altre. Il suo stile è poliedrico, affiancarlo ad una crew o ad un unico producer sarebbe stata solo una limitazione.

In Bellaria infatti troviamo pochi featuring, ma molti produttori diversi. Insomma, in Bellaria si parla spesso di ricchezza: monetaria, ma anche musicale. Se l’ambizione è questa, meglio viaggiare da soli.

In tutto ciò, questo non vuol dire che Vegas Jones non si sia avvalso di collaborazioni eccellenti. Aldilà dei producer presenti nel disco e dei featuring, Vegas Jones ha più volte ribadito l’importanza di una figura come Don Joe nel suo percorso di crescita. La struttura che c’è dietro Veggie è importante, ma la vera gang di Vegas Jones è Vegas Jones stesso.

Recensione di Bellaria di Vegas Jones: producer e strumentali

Nella nostra recensione di Bellaria di Vegas Jones, è doveroso lasciare un ampio spazio ai produttori e alle strumentali.

Dalla tracklist abbiamo già visto i producer che figurano nel progetto Bellaria.

Quello più attivo è stato Boston George, con ben 6 produzioni. A nostro avviso, quelle di Boston George sono anche le strumentali che disegnano i quadri più belli. Non a caso Yankee Candle e Malibu sono stati i singoli scelti per anticipare l’album.

Per quanto riguarda questi due pezzi, hanno un sound veramente impressionante che nella scena non si era ancora sentito. Tra l’altro, Malibu e Yankee Candle sono decisamente le due canzoni con il ritornello migliore di tutto il disco.

Dopo Boston George, a livello di presenza sul disco troviamo Andry The Hitmaker e Joe Vain con 3 produzioni a testa, poi Kid Caesar con 2.

A Joe Vain sono stati affidati due pezzi fondamentali del disco: Il Viaggio e La Finale. Sono due brani particolarmente importanti per l’intero concept dell’album, anche se a livello di sound sono completamente diversi tra loro.

Il Viaggio ha una strumentale dal ritmo quasi dance, testimone della capacità di Vegas Jones di spaziare da un sound all’altro pur mantenendo il rap come colonna portante della sua musica.

La Finale forse è il pezzo più emozionante di Bellaria, meritava una produzione altrettanto degna di toccare sensazioni più profonde anche in chi ascolta e Joe Vain è stato all’altezza della situazione.

Bellaria di Vegas Jones, come abbiamo detto, è un disco fatto anche di contrasti. Visto che abbiamo parlato anche di poliedricità, bisogna notare che Il Viaggio non è l’unico pezzo in cui Vegas Jones si è messo in gioco uscendo dai classici sound della trap.

In Bellaria di Vegas Jones troviamo sfumature di reggaeton in Mamacita ft. Guè Pequeno, la musicalità di Malibu e Yankee Candle, parti cantate, ritornelli ipnotici come quello di Brillo ft. Madman e Gemitaiz, strumentali più lente e melodiche, e anche sound più classic come quello di Numeri & Zeri.

In tutto ciò, il rap resta sempre al centro dell’universo di Bellaria. Non possiamo dire altrettanto di altri dischi trap italiani.

Recensione di Bellaria di Vegas Jones: il paradosso

Ascoltando alcune interviste di Vegas Jones, abbiamo appreso che per lui il producer ricopre un ruolo fondamentale nella realizzazione di un pezzo. Facendo una proporzione sull’importanza all’interno di una canzone, Vegas Jones ha attribuito un 80% al beat e un 20% al rapper. Non è una frase buttata lì a caso, perché in Bellaria abbiamo notato che Vegas Jones dedica un “minutaggio” importante alle strumentali sia negli intro che negli outro.

Tornando all‘80% del beat vs il 20% del rapper, ci sembra un paradosso che a dire una cosa del genere sia proprio un artista che, invece, fornisce un contributo enorme alle canzoni che realizza.

Già, perché partendo da un beat potente, Vegas Jones (più di tanti altri rapper) è un artista in grado di aggiungere flow, testi importanti, emozioni e personalità. In Bellaria di Vegas Jones ci sono strumentali bellissime, ma il valore aggiunto che fornisce Vegas Jones è lampante. Sulle stesse strumentali, molti altri rapper non sarebbero stati in grado di valorizzarle come lui.

E poi, parliamoci chiaro, Vegas Jones rappa veramente. I testi sono molto densi, flow, metrica, incastri e rime sono sempre presenti e restano un marchio di fabbrica di Bellaria dalla prima all’ultima traccia del disco.

Diciamo che, in generale, se è vero che in un pezzo il beat ha un 80% di importanza e il rapper il restante 20%; con Vegas Jones le percentuali cambiano di brutto.

Recensione di Bellaria di Vegas Jones: i featuring

In Bellaria di Vegas Jones troviamo pochissimi featuring e, dobbiamo dirlo, è stata una scelta azzeccata. In questo album, come abbiamo visto, era necessario dare spazio alla spiccata personalità di Vegas Jones senza riempire la tracklist con altri nomi.

Al tempo stesso però, bisogna ammettere che i nomi che compaiono sono di alta qualità. Gemitaiz e Madman sono presenti in Brillo, Guè Pequeno in Mamacita e Jenn Morel in Drive By.

Brillo è un pezzo dal sound molto particolare, dal ritornello ipnotico e intenzionalmente ripetitivo. A tal proposito, le strofe di Madman e Gemitaiz hanno dato più dinamicità, con due flow molto diversi tra loro. Madman ha dato continuità allo stile che abbiamo trovato spesso nel suo ultimo Back Home, mentre Gemitaiz ha variato passando da un cantato a un extrabeat allucinante.

Mamacita invece è la party-song di Bellaria. La strumentale ha un suono molto reggaeton, già ampiamente sperimentato da Guè Pequeno nei suoi ultimi progetti. Come mood, il featuring con Guè Pequeno è azzeccatissimo. Nonostante Guè sia ormai un pilastro della scena rap italiana, in questo brano ha evitato di entrare di prepotenza, giocando un ruolo di sparring partner per Vegas Jones.

Nell’intervista a Sto Magazine Veggie sui featuring ha fatto una metafora molto calzante: Con Bellaria Vegas sfreccia su una macchina, ogni tanto rallenta per guardare fuori e in macchina ci sono pochissimi posti a disposizione. Sono saliti nomi come Gemitaiz, Madman e Guè Pequeno, ma la macchina la guida sempre lui.

L’ultimo featuring è quello con Jenn Morel. E’ la collaborazione che probabilmente ha stupito più di tutti, non perché era inaspettata, ma per la qualità. Jenn Morel ha tirato fuori una strofa fighissima e ha dato un’ondata di freschezza sia alla traccia che al disco. Tra l’altro, tornando sulla personalità di Vegas Jones, la scelta di questo featuring è l’ennesima dimostrazione che il rapper va sempre per la sua strada, senza aver paura di uscire fuori dagli schemi.

Recensione di Bellaria di Vegas Jones: curiosità

Bellaria di Vegas contiene molte curiosità e il rapper in questi giorni ha raccontato molti aneddoti. Vediamone qualcuno.

  • Bellaria è il nome di un quartiere, ma è anche uno dei soprannomi che Vegas Jones si porta dietro da sempre.
  • In Brillo, Gemitaiz cita una frase di Oro e Argento, una delle sue ultime canzoni: “Mi riconosci perché splendo…”.
  • Malibu disegna perfettamente un quadro californiano, ma Vegas Jones a Malibu non ci era mai stato.
  • Ice” in slang americano non indica il ghiaccio, ma i diamanti. Mentre nello slang milanese “la fresca” sono i soldi. In tutto ciò, il gioco tra i diamanti, i soldi e la “freschezza” della sua musica costituiscono il tema del pezzo.
  • Trappola” è il vero concetto attorno al quale gira la musica Trap, Vegas Jones è uno dei pochi che ha dimostrato di conoscere e padroneggiare gli stilemi appartenenti sia al rap che alla trap.
  • Nuova Ghini, è il pezzo preferito di Vegas Jones ed è il quarto pezzo dedicato alle Lamborghini.
  • Il Viaggio è un pezzo che Vegas Jones ha scritto di getto dopo aver sentito al telefono la nonna che non aveva mai visto.
  • Bubble Bubble è un pezzo nato nel 2015, rielaborato successivamente per questo disco.
  • Cristo” è il fidanzato della zia di Vegas Jones, proprietario del monolocale dove il rapper ha vissuto. Il nome non ha alcun riferimento religioso.
  • In Drive By, la collaborazione con Jenn Morel è nata per caso, inizialmente non era programmata.

Per concludere la nostra recensione di Bellaria di Vegas Jones, possiamo dire che questo è un album ricco di sfaccettature in grado di accontentare categorie diverse di fans. Da quello più affezionato agli stilemi e ai tecnicismi del rap, agli amanti della trap moderna; da quelli più attenti ai testi a quelli alla ricerca di sound e melodie che funzionano. Siamo piuttosto sicuri che questo sarà uno dei migliori dischi del 2018.

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Written by Alex