la freschezza del marcio

Mondo Marcio ci racconta La Freschezza del Marcio, il nuovo album in uscita l’ 11 Marzo nato dalla ricerca musicale e dalla voglia di uscire dai clichè e dai preconcetti.

L’ album è stato realizzato tra Milano, Londra e New York e riesce a convogliare in un unico disco le influenze di molti altri generi musicali che hanno ispirato La Freschezza del Marcio.

Abbiamo incontrato Mondo Marcio in Universal per parlare del suo nuovo album La Freschezza del Marcio, in uscita l’ 11 Marzo. Il nuovo disco è pieno zeppo di contenuti interessanti, di spunti e di curiosità che noi giornalisti, avendo l’ occasione di sederci attorno ad un tavolo con Mondo Marcio, non potevamo non approfondire.

Marcio siede a capotavola, tutti gli occhi sono puntati su di lui. Ci dà subito l’ impressione di essere una persona autentica e, per certi versi, persino riservata. Ma quando si inizia a parlare della sua musica la riservatezza passa in secondo piano: le domande si susseguono a raffica e lui risponde con aneddoti, retroscena e riflessioni che hanno trasformato la conferenza in una piacevolissima chiacchierata tra coetanei, riguardo quello che a nostro avviso sarà uno dei dischi più belli dell’anno. Di seguito riportiamo fedelmente molte delle risposte che Mondo Marcio ha dato alle innumerevoli domande che gli abbiamo posto nel corso della conferenza in Universal.

LA FRESCHEZZA DEL MARCIO

Parole chiave dell’ album e della chiacchierata con Mondo Marcio: cultura, ricerca musicale, curiosità, clichè. Quattro parole legate tra di loro, che spesso fanno la differenza tra un album di livello ed uno mediocre. La Freschezza del Marcio, infatti, nasce dalla “noia culturale” che Mondo Marcio percepisce nel nostro Paese e, di conseguenza, nella scena musicale italiana. Da qui, è nata l’ esigenza di cercare ispirazione altrove, con il tentativo di fare un album che appagasse sé stesso ancor prima del suo pubblico.

“Ho fatto molta ricerca musicale, ho cercato di mettermi in gioco il più possibile non tanto per un fattore commerciale, ma per un fattore di soddisfazione personale. Tanta, se non tutta, la ricerca musicale che c’è dietro a questo album è data dalla noia culturale che purtroppo mi affliggeva quando ho iniziato a scrivere il disco, nel senso che trovo poche ispirazioni e pochi stimoli in Italia culturalmente e musicalmente. Quindi sono uscito dal recinto, ho cercato nuove ispirazioni e le ho trovate nella musica dal vivo. Ho lavorato con tantissimi artisti, non necessariamente famosi, non c’è la ricerca del featuring famoso per uscire alto in classifica, ma c’è la ricerca di qualcosa di stimolante e diverso da quello che si sente di solito. Quindi ho trovato tanti musicisti, abbiamo registrato anche in studi “alla buona”, perché non era tanto importante fare il singolo, era importante trovare un sound che non si fosse già sentito”.

La Freschezza del Marcio è un album che esce fuori dagli schemi anche per il modo in cui generi musicali diversi dal rap sono entrati a far parte del disco, tirando fuori qualcosa di diverso rispetto al resto del panorama hip hop.

“Io ho sempre avuto delle influenze non soltanto hip hop, molto legate al mondo soul, al mondo motown , ma anche al rock…cioè io da ragazzino andavo a pogare ai concerti dei Greenday! Quindi ho sempre avuto delle influenze da parte di tutte le scene musicali, tanti generi diversi. Con questo disco sono uscite di più, per un motivo anche fisiologico, sai, con il passare degli anni ti annoi a fare della musica che fondamentalmente hai già fatto, quindi certe influenze sono uscite di più, specialmente quella soul, come nei primi due pezzi”.

Approfondendo un pò la filosofia che c’è dietro questo progetto, Mondo Marcio ci parla anche del suo tentativo di far uscire il rap italiano dagli stereotipi del “gangsta” che abbiamo importato dagli Stati Uniti.

“Con questo album ho cercato di tirare giù la maschera, di uscire da determinati clichè. Nel disco c’è un linguaggio rap, ma non è necessariamente un disco rap. Diciamo che il rap e l’ hip hop sono lo strumento che uso per esprimere una certa creatività. Però appunto, ho questa voglia di uscire dagli stereotipi classici, un pochino ridondanti tipo “ho più muscoli di te, bla bla bla” …credo che abbia già fatto il suo tempo”.

Un Mondo Marcio così creativo e così voglioso di cambiare nuovamente il gioco, di certo non porrà dei limiti alla sua carriera. Dopo il disco con Mina e il connubio con altri generi musicali nel nuovo album, ci siamo chiesti se in futuro pensava di prendere strade diverse dall’ hip hop .

“Cinque anni fa non avrei mai pensato di fare un disco così, adesso era la cosa più naturale che mi veniva da fare, con queste influenze…Ed è proprio quella la freschezza del Marcio, il fatto di non programmare, specialmente quando si parla di arte e creatività. Penso che l’arte debba venire dalla pancia e non dalla testa , quindi non lo so…magari tra 10 anni, se sarà il momento, farò le canzoni piano e voce! Non ti saprei dire…però dovrebbe essere una cosa onesta, come questo disco”.

La Freschezza del Marcio come abbiamo visto è un disco nato tra Milano, Londra e New York. Mondo Marcio ci ha raccontato dell’ influenza che New York, la patria del rap, ha avuto all’ interno dell’ album.

“New York è una città incredibile. E’ una città che ti costringe ad emergere, per questo per me è la città più hip hop del mondo, perché rappresenta al 100% la musica hip hop, ti prende a calci nel culo finchè non esce veramente la tua personalità, sei costretto a tirar fuori la personalità e i denti, perché sennò passi completamente inosservato. Quindi quell’ energia mi ha ispirato molto, mi ha permesso di tirar fuori qualcosa di unico… E’ questa la prima cosa che mi ha insegnato quella città. Tutta questa ricerca di unicità nei pezzi, ricerca di musica suonata dal vivo e di musicisti, molta me l’ ha trasmessa la città di New York”.

I FEATURING

Il nuovo disco, oltre a farsi notare per la qualità, fa emergere un gran numero di featuring che hanno incuriosito molto i fan e la critica. Anche qui, chi crede che siano collaborazioni studiate a tavolino per ottenere più successo, si sbaglia di grosso. Ecco come Marcio racconta alcune delle sue collaborazioni:

“In realtà ci sono tanti artisti che hanno collaborato a questo disco con i quali non ho fatto una canzone, con i quali abbiamo fatto degli esperimenti e che poi alla fine non sono usciti. Perché non è tanto importante il singolo, è importante il suono, il contributo che dai alla società in qualche modo. Quando ho lavorato con Ax è uscita una canzone, però quando abbiamo collaborato abbiamo parlato di un sacco di altre cose che hanno reso questo disco ancora più forte. Idem con Fabri, ci siamo confrontati su tante cose, rap e non solo, che mi hanno aperto molto gli occhi. E’ stato quasi più interessante quello che il pezzo finale”.

Il featuring con Fabri Fibra, come potevamo aspettarci, è quello che ha fatto più scalpore. I due rapper si conoscono da quasi 13 anni, ma è passato molto tempo dalla loro ultima collaborazione insieme:

“Quando due artisti collaborano deve esserci il giusto allineamento di pianeti, tutto quanto deve essere giusto in quel momento. Fino a questo, non avevamo trovato il giusto tappeto musicale e anche i giusti presupposti. Sai, comunque è un viaggio per ognuno di noi, io 5 anni fa avrei voluto dire determinate cose e lui altre, idem 7 anni fa. In questo anno, ci siamo trovati con lo stesso status mentale, ci piace determinata musica a tutti e due. Adesso – e non posso sapere fra un anno come sarà – c’è stato questo allineamento di pianeti secondo me molto ben riuscito. Come dire, è un pezzo che quasi dovevamo fare”.

Visto che “Scoppia la bomba ft. Fabri Fibra” è uno dei pezzi più riusciti dell’ album, qualcuno si è chiesto se fosse ipotizzabile un intero album insieme in stile “Rapstar” , nel quale Fibra ha collaborato con Clementino.

“Guarda, dopo che ho fatto un disco con Mina non escludo più niente!”  dopo la battuta che ha generato una risata generale, Marcio torna sul discorso e su Scoppia La Bomba “…anche questo pezzo qua, non era assolutamente detto che lo avremmo fatto, non è assolutamente detto che ne faremo un altro fra un mese o fra altri 10 anni…Quindi non so, può darsi, come può darsi di no…sicuramente è uno degli artisti più forti, ma aldilà della tecnica, è uno che ha qualcosa da dire e in quello mi sento molto a casa”.

C’è un altro featuring meno famoso nell’ album: si tratta di Nico Flash (entrato in Mondo Records), che nel pezzo Qua Per Restare ha dimostrato di avere la fotta giusta per entrare nella scena. Ecco come ne parla Mondo Marcio:

“Anche qui, c’è una voglia di far uscire delle cose perché c’è del talento, del valore, e non perché sono già alte in classifica. La classifica e i soldi sono una conseguenza, non possono essere un punto di partenza. Nico si è fatto notare mandando una serie infinita di mail, poi è venuto in studio, lo abbiamo messo alla prova, anche perché siamo molto scettici visto che al giorno d’oggi purtroppo o per fortuna tutti quanti rappano. Lui si è fatto notare perché ha un entusiasmo, una carica davvero fuori dal comune e penso che questa cosa qua lo porterà molto lontano”.

Un altro dei featuring bomba è quello con Clementino nel pezzo Knock Down, un singolo pieno di punch line che descrive una metafora ben precisa.

“La metafora in quel pezzo è quella di dare un po’ degli schiaffi lirici. A Clementino piace il rap semplice, a me piace il rap semplice, quindi quando ci siamo beccati abbiamo detto: perché non fare proprio qualcosa pane al pane vino al vino!? Abbiamo fatto delle punch, io ho fatto un ritornello cantato, quindi nasce in maniera molto genuina” prosegue su Knock Down “…quindi volevamo fare non dico del purismo, ma comunque una cosa molto naturale in quel pezzo. Quindi la metafora del pugile sta un po’ a significare che per rimanere in piedi devi buttare giù il tuo avversario. Questa cosa qua delle battaglie, del freestyle, delle punchline che dicevamo prima ci piaceva molto”.

Nel corso dell’ intervista si è parlato anche della necessità di essere spontanei, di non pianificare troppo i progetti musicali. E’ così che è nato l’ interessantissimo featuring con Gemitaiz, che ha dato un tocco trap al disco con il pezzo Granata.

“La collaborazione con Gemitaiz è nata non perché c’era un piano di fare una collaborazione. Ci siamo beccati all’ Alcatraz al concerto dove è venuto Salmo per la Machete circa un anno fa, già ci eravamo conosciuti, ma ci siamo conosciuti anche di persona  e lui mi ha detto che gli era piaciuto molto Fuori di Qua, il mixtape che avevo fatto ai tempi, io gli ho fatto i complimenti per altre cose, quindi abbiamo trovato delle cose che piacevano ad entrambi, qualcosa di cui parlare tutti e due. Ed è stata una cosa completamente inaspettata, poi ci siamo tenuti in contatto quindi…è sempre una cosa un po’ inaspettata, ecco”.

ANALISI DELLA TRACKLIST

Ascoltando La Freschezza Del Marcio, ci accorgiamo che questo disco, oltre a raccogliere le influenze di altri generi musicali, lascia intravedere anche quelle di alcune icone del rap americano. Noi di Parlacomerappi.com gli abbiamo chiesto se, oltre al pezzo Me & My Bitch, ci fossero altri omaggi al rap americano nei brani Un altro giorno, La Freschezza del Marcio e OOhh!.

Nel brano “Un Altro Giorno” Mondo Marcio sia per il testo che per la sonorità ci ha ricordato molto Tupac:

“Certo. Poi le rose che nascono dal cemento…è un pezzo di Tupac. Quella forse è la citazione che ti ha influenzato.”

Mondo Marcio rispondendo alla nostra domanda, ci ha parlato anche della nascita del singolo La Freschezza del Marcio, nel quale avevamo addirittura percepito un omaggio a Jump Around :

“Certo, quello è tutto un immaginario anni ’90 che comunque volevo riproporre in chiave 2016. Anche se in realtà La Freschezza del Marcio nasce da una sera particolare a New York, dove ero in pieno Jet Leg, non riuscivo a dormire, pessimo proprio…Notte fonda, non riuscivo a dormire e stavo facendo zapping in tv. E’ arrivata una replica di Starsky & Hutch, proprio la prima serie. E quindi c’erano, sai, i sottofondi polizieschi anni settanta? Allora mi si è accesa la lampadina e ho detto: pensa che figata se mi portassi questo sound qua, però in chiave rap e ci rappassi sopra! Quindi ho fatto un po’ di ricerca, ho trovato un sound che mi piaceva e quindi nasce da quella nottata insonne lì La Freschezza del Marcio”.

Uno dei nostri pezzi preferiti dell’ album è Oohh! , una strumentale fenomenale che Marcio cavalca con un flow stilosissimo che ci fa viaggiare ai livelli di Jay Z e Kanie West in “Otis:

“L’unica citazione voluta è quella del pezzo di Biggie Me & My bitch. E’ una citazione voluta perché è uno dei dischi che mi piace di più proprio del rap di sempre, è un disco che ho consumato. E poi mi piaceva il contrasto –  in quella canzone che per me è un classico – tra il fatto che fosse una storia d’amore con il fatto che fosse così cruda. Perché per come ne parla Biggie, non è che è romantico, ecco…E’ l’ opposto del romantico, ma è comunque una storia d’amore. E questomi affascinava, perché il fatto di parlare di una cosa così delicata come una relazione con una ragazza in maniera romantica, però con il linguaggio e l’ attitudine di Biggie per me è una cosa molto interessante. Quella è l’ unica citazione. Il resto del disco è pieno di influenze con le quali sono cresciuto, anche tanti pezzi tipo Hard Knock Life, ecco lì per esempio potresti trovare qualche riscontro in Tieni Duro. Quindi ci sono tante influenze che ritornano…A volte ritornano!”.

Parlando della canzone d’amore Piatti Rotti invece, entriamo nella parte un po’ più intima dell’ album. Per molti, questa è stata una peculiarità di un Marcio più maturo e più incline a mostrare anche il lato più sensibile e più personale all’ interno del disco. In realtà, anche nei lavori precedenti la vita personale di Mondo Marcio è sempre emersa…qual è la differenza?

“La questione dei pezzi più intimi è uscita tantissimo con Dentro alla scatola ma anche prima di quella avevo fatto un demo che si chiamava Difesa Personale dove usciva anche troppo la parte personale, appunto, di me…Poi diciamo che l’avevo un pochino persa. Non per un motivo specifico, diciamo che sentivo di aver già buttato fuori tutto quello che di personale, di vulnerabile che c’era, quindi erano quasi 10 anni che non facevo dei pezzi così, esponendomi tanto come in Dentro alla scatola, Tieni Duro o tutti i pezzi di Difesa Personale che sono tutti pezzi eccessivamente personali. Però sai, diciamo che le paure negli anni cambiano, e quindi a questo giro avevo ancora qualcosa che mi faceva sembrare vulnerabile, quindi mi sembrava giusto tirarla fuori in questo disco, un lavoro dove ho tirato via la maschera, ho tolto le paure mettendole sul disco…E’ un po’ un modo per esorcizzarle”.

Dall’ atteggiamento  con cui ci ha raccontato il lato più intimo dei vecchi album, sembrava che in qualche modo pensasse di aver parlato troppo delle sue questioni personali nei dischi precedenti, quindi gliel’ abbiamo chiesto direttamente:  Pensi di aver sbagliato a mettere qualcosa di eccessivamente personale all’ interno dei progetti passati?

“No, no… Onestamente non credo negli errori, credo in una serie di cose che ti aggiustano il tiro. Però sai…Il divorzio dei miei, la mancanza di un padre quando cresci, trovarsi senza occasioni e senza opportunità quando sei un teenager,passare troppo tempo in quartiere e bla bla bla…Ne avevo già parlato tanto. Quindi se continuassi a parlare di quelle cose, di esperienze e rabbie adolescenziali adesso che ho 30 anni, insomma..ci sarebbe qualcosa che non funziona”.

SODDISFAZIONI E ASPETTATIVE

Mondo Marcio sembra molto fiero del suo disco; si percepisce il fatto che, alla base di tutto, c’era l’ obiettivo di divertirsi e di appagare le sue esigenze di artista.

“Ho passato un anno e mezzo a cercare di farlo nel miglior modo possibile questo album, quindi non mi viene in mente qualcosa che non funziona nel mio disco…sicuramente cercherò di fare il prossimo ancora meglio di questo, però questo è il massimo che potevo fare, da tutti i punti di vista”.

Per quanto riguarda le aspettative e i feedback, Mondo Marcio non si è soffermato molto su questioni numeriche, perché lui ha incentrato tutta la conferenza su valori ben più importanti e, anche in questo caso, nella sua risposta ci ha fatto capire che il suo obiettivo più che la vendita era la creazione di un confronto, tentando di far sconfinare il rap italiano verso qualcosa di più ricco e meno stereotipato.

“Mi aspetto di creare un dialogo e di buttare giù le barriere. Queste barriere prevedono che un rapper debba fare musica classica, perché in Italia cercano sempre di metterti in uno scompartimento. Già ho cercato di fare questo l’ anno scorso con il disco con Mina, ovvero togliere la musica che faccio da un contesto di genere e di generazione. E questa è un’altra prova del fatto che cerco di allargare la musica che faccio verso altri generi”.

Visto che abbiamo parlato con Mondo Marcio di ricerca musicale, di creatività, di stimoli cercati in altri paesi e trovati anche in altri generi musicali, cerchiamo di quantificare i frutti del minuzioso lavoro che ha portato all’ uscita de La Freschezza del Marcio.

In risposta alla nostra domanda, Mondo Marcio ci ha svelato  di aver prodotto più di 140 pezzi !!! Quelli che troviamo nel disco quindi sono i 16 brani migliori, emersi da un processo creativo che si auto-alimentava viaggio dopo viaggio, ricerca dopo ricerca. E, lasciatevelo dire, il risultato è stato stupefacente.

E’ stato altrettanto bello potersi confrontare con Mondo Marcio, un ragazzo con un’ immensa cultura musicale, raccontata con il nostro linguaggio, quello del rap, quello della strada. La Freschezza del Marcio è un disco pieno di stimoli, che suscita riflessioni alzando l’ asticella del rap italiano sotto molteplici punti di vista.

La conferenza è finita, Mondo Marcio si alza e se ne va, comprensibilmente esausto dopo una giornata di lavoro in Universal. Eppure, a noi sembra che la chiacchierata fosse durata troppo poco. Come La Freschezza del Marcio, un disco talmente interessante che quando finisce non vedi l’ ora di farlo ripartire.

Written by Alex