Joga Bonito è il nuovo singolo di Ensi, Nerone e Axos uscito il 3 Agosto 2018. Joga Bonito è stato prodotto da Pitto Stail e, in occasione dell’uscita del singolo, ci siamo fatti raccontare da Ensi tutte le curiosità relative a questo brano.

Joga Bonito: “lo faccio sembrare facile”

Joga Bonito è un titolo che crea facili fraintendimenti. Lo slogan è diventato famoso nel mondo del calcio grazie ad una serie di spot pubblicitari che lo hanno fatto diventare un’icona di un certo stile di gioco, ricco di numeri e tricks. Il bel gioco, il calcio spettacolo. Era l’epoca di Ronaldinho, per capirci.

L’altro fraintendimento riguarda tutti coloro che, come noi, hanno pensato ad un pezzo estivo alla “Ensi-maniera“: titolo sudamericano, 3 Agosto come data di uscita. Insomma, sarebbe stato il periodo giusto per aspettarsi una sperimentazione verso altri stili, pur conoscendo la coerenza stilistica del rapper in questione.

Ensi, Nerone e Axos invece hanno tirato fuori un altro pezzo boom bap impregnato di hip hip culture e di rime che rivendicano lo status di Ensi, veterano del rap italiano e portatore sano dei codici del rap.

Pochissimi i riferimenti al calcio (solo Axos – in una rima geniale – nomina Beppe Signori, ma senza legarlo al concetto di Joga Bonito!), mentre nel beat un velato accenno alle sonorità sudamericane c’è.

Dello slogan Joga Bonito, rimane il concetto di base: i ragazzi dominano il beat con un miliardo di tricks, e lo fanno sembrare facile.

Joga Bonito: Intervista ad Ensi

Ciao Ensi, mi hai fregato! Dal titolo, Joga Bonito sembrava un pezzo estivo e invece hai tirato fuori un’altra mina delle tue, piena di punchlines! 

Basta un titolo mezzo caraibico o mezzo spagnoleggiante che fa pensare subito al reggaeton, vero!?

Come ha preso forma Joga Bonito?

Il pezzo è nato da una session in studio super spontanea, che per fortuna ancora succede in un’epoca dove si calcola ogni minima mossa. È bello andare in studio con delle persone che stimi, che conosci e, nel caso di Axos e Nerone. con le quali condividi anche altro oltre alla musica, perché siamo anche buoni amici.

Siamo andati a beccare Pitto Stail, che come producer non lo conoscevo molto, però mi ha fatto sentire un po’delle sue basi e ero già stato da lui a registrare altre cose.

E’ successo tutto in maniera molto naturale, ci siamo trovati lì per puro caso e abbiamo detto “Vabbè, scriviamo il rap!”, ancora con quella fotta da ragazzini, da dire “facciamo questa cosa perché ci piace farla”. Alla fine in questo modo vengono sempre fuori le registrazioni migliori, io sono molto contento di questo brano.

ENSI – “V-PARTY” from Alex Marino on Vimeo.

Joga Bonito non è un dissing, ma molte rime rivendicano il tuo status di veterano, di rapper che si è costruito negli anni una credibilità, a differenza di altri rapper di nuova generazione. È un elemento che avevo riscontrato anche nel tuo album “V” e che emerge anche nei lavori di altri rapper: Luchè, Bassi Maestro, Noyz, Johnny Marsiglia. Per voi cosa significa? È un voler prendere le distanze dal loro percorso?

Io credo che siamo tutti molto influenzati dal fatto che esista una nuova generazione che probabilmente si discosta molto da quella che era la linea di partenza no? perché arrivano da un’altra generazione, musicale, storica, sociale… E allora si tende sempre a vedere che tutto quello che è un po’ conservatore del suo stile, poi sia quasi antagonista di questa scena, ma non è assolutamente così.

Se tu hai ascoltato attentamente V, il mio ultimo album, avrai sentito che ci sono delle novità assolutamente moderne, c’è anche un approccio all’evoluzione del rap, della scrittura. Questo qua è il mio modo di fare la cosa, cercare di essere attuale.

Se ascolti Radio TRX ad esempio, nella mia playlist ci sono tutti i pezzi rap del 2018. Se si limita questa cosa ascoltando solo un certo tipo di sound, e un determinato tipo di artisti, ci si perde tantissima della bella musica che sta uscendo oggi.

In Italia è un po’ la stessa cosa. Secondo me non bisogna vedere quando uno rivendica, ribadisce, mette i puntini sulle “i” riguardo al proprio status, al proprio percorso, non bisogna vedere come se fosse fondamentalmente un attacco agli altri. Se ti vai a prendere i miei dischi del 2008 c’erano intere strofe dove io già ribadivo il mio status, che c’era e non c’era allora, no!? Chi è che ha il mio antagonista di allora? nessuno.

ensi joga bonito

Fa parte del rap l’autocelebrazione, se dico che sono il migliore a spaccare, o che dico che dal vivo rendo, non è per forza un dissing a chi magari dal vivo non rende, come spesso accade a molti di questi ragazzi giovani che non hanno fatto gavetta e si sono trovati in pochi mesi su palchi di migliaia di persone. Poi si vede che manca, alla base, un po’ di allenamento, un po’ di fisico e di esperienza, no?

Però, ripeto: non bisogna vederlo per forza come uno screditare quello che è la nuova generazione. Non credo che Luchè quando dice determinate cose abbia come nemico immaginario un ragazzo che sta facendo rap adesso che ha 20 anni. Credo di poter parlare anche per lui, perché a me, personalmente, questo succede. Non è che quando io dico “giovane giovane veterano” o quando dico “ti ho visto una volta ma non so come ti chiami tu stai sulla cresta dell’onda io surfo sugli Tsunami” non è che c’è un nemico immaginario uno di questi ragazzi giovani che fa rap di adesso e che magari è sulla cresta dell’onda.
Tu puoi essere sulla cresta dell’onda e puoi fare la Macarena o il rap cattivo, però io surfo sugli tsunami fra! io vengo da questa roba qua, ribadisco il mio status, non è che sto screditando gli altri sto “creditando” me!

Però ad oggi, per me, mettere i puntini sulle “i” è anche importante, rappresento un’altra generazione, rappresento un altro modo di interpretare questa musica, non sono antagonista di quella nuova, però… è come se tu fai pugilato per strada e io combatto sul ring, facciamo cose differenti, però la radice è quella.
Se qualcuno si sente chiamato in causa è perché ha la coda bagnata. Per me non esiste la frecciatina, per me esiste fare i nomi. Se avessi un problema reale con qualcuno farei i nomi.

Hai citato Marsiglia, hai citato Luche’, stiamo parlando di due dischi che mi sono piaciuti moltissimo (“Memory” e “Potere”, ndr) dei quali sono un fan, veramente della prima ora, anche loro ci tengono a ribadire il loro percorso, la loro appartenenza.

Di recente ho sentito la strofa di Jay Z nel disco di Drake, E lui dice: ho fatto il primo disco senza contratto, “non avevo bisogno di un contratto” (Drake ft. Jay Z – Talk Up <<First album 26, I ain’t need no deal / Already a hood legend, I ain’t need no shine>>, ndr).

 Cioè, anche a uno come Jay Z piace rimarcare il fatto che arriva da un’altra epoca, pur essendo una Superstar e giocando un ruolo di rappresentante primario, se si parla di saper fare rap.

Joga Bonito chiama una domanda calcistica: se il rap fosse il calcio, voi tre quali giocatori sareste?

Ci abbiamo fatto anche dei mezzi meme! Non mi ricordo chi sono i ragazzi, ma io sono Cantona, un personaggio che mi piace molto.

Tra l’altro in un mio EP del 2015 “One by One” c’era un pezzo che si chiamava proprio Cantona. Nella prima barra diceva: “Io non Canto ma / scendo sul tempo come scende in campo Cantona”.

E’ un giocatore di super talento, rappresentativo, il motore di una super squadra ma aveva anche un cazzo di caratteraccio. Mi piaceva come personaggio.

Comunque non è un pezzo calcistico. Noi prendiamo la frase Joga Bonito come un parallelo per quello che è appunto il bel gioco, il saper giocare divinamente facendo sembrare qualcosa di complicato, estremamente semplice. “Guarda come faccio, lo faccio sembrare facile”. Se tu analizzi tecnicamente i doppi sensi, le rime, sia le mie che quelle dei ragazzi, sembra un lavoro da Serie A, anzi, da Seleçao!

Qual è la tua rima preferita di Joga Bonito? Sia nella tua strofa, che in quelle di Axos e Nerone. Personalmente, anche se non si tratta di una punchline, mi è piaciuta tantissimo la citazione di Boom Bye Bye.

Grazie! Diciamo che questa cosa di “che culo c’è ancora la terza strofa”, anche dal vivo, poi faccio la quarta, la quinta e la sesta delle volte! E’ diventato quasi un leitmotiv, un cliché del mio rap di quest’ultimo periodo.

Ci sono parecchi passaggi che mi piacciono molto a livello di rime, se devo dirne una mia ti cito la prima barra: “Surfo sugli Tsunami / dal fondo allungano il collo, il flow un quadro di Modigliani”, perché da proprio l’idea di uno in fondo al locale che non riesce a vedere bene e si allunga.

Poi mi viene da citare la chiusura di Nerone che tecnicamente è proprio fighissima, che dice: “Sta canna di ovuletto fra’ è una roba idilliaca / Pulisce il cervelletto tipo botta di Viakal”. Come se ti facessi una botta con l’anticalcare che pulisce il cervello. Mi piaceva molto questa chiusura.

Anche Axos ha spaccato. Ti cito una rima di Axos, anche questa molto grave, però secondo me ha lanciato il messaggio: “ho sparato in faccia alla mia donna e un giornalista gode”. Come se il giornalista avesse bisogno della tragedia per poter parlare, capisci!?

Ovviamente su “ho sparato in faccia alla mia donna” stiamo scherzando, io sono un padre di famiglia, io la mia compagna la conosco da una vita, è un argomento importante per me questo. Axos è stato brutale, ma è come andare al cinema a guardare un film horror: se hai paura del sangue, non lo guardare! Questo è il linguaggio, questo è il nostro modo di parlare.

L’ultima volta che ti ho sentito in un pezzo a tre, era con Gemitaiz e Madman in 4:20. A livello di approccio e di realizzazione, che differenze ci sono state tra le due collaborazioni?

Innanzitutto 4: 20 l’abbiamo fatta a distanza, ed è già una prima differenza fondamentale. Joga bonito, secondo me, risente delle energie di tutti. Ognuno di noi ha fatto una strofa e l’ha registrata praticamente lo stesso giorno. La hanno poi ri-registrata i ragazzi, però hanno quasi tutti la strofa che è venuta fuori dalla session. Quasi come a mettersi in competizione l’uno con l’altro, io sono stato portato a scrivere meglio magari, perché avevo vicino due che sanno scrivere bene.

Joga Bonito ci introduce in quello che sarà il nuovo album di Ensi?

Guarda non mi va di mettere le mani avanti e dire sarà o non sarà nel nuovo disco di Ensi. Dipende da come andrà il lavoro nei prossimi mesi, sono al lavoro sul disco nuovo che uscirà nei primi mesi del 2019, ma non ho mai presentato Joga Bonito come un’anticipazione del disco nuovo, perché a tutti gli effetti non lo è.

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Written by Alex