Intervista a Lustro, fuori con il suo nuovo album L’Anno Della Luce dal suono moderno ma, al tempo stesso, con un tocco di sano classic rap.

Nella nostra intervista a Lustro, il rapper di Foggia ci racconta come ha preso forma il disco e, inoltre, dettagli interessanti sui featuring e su alcune delle nostre tracce preferite.

L’ intervista a Lustro ci ha permesso di approfondire alcuni aspetti del suo nuovo album dal titolo “L’Anno della Luce“. Un disco che ci è piaciuto sia per le sonorità – classic ma fresche al tempo stesso – che per le tematiche trattate. In questo album infatti, Lustro si è esposto parecchio, con tracce che spesso portano alla luce pensieri anche molto personali. Senza trascurare l’ imponente attitudine che Lustro ha dimostrato di avere sul beat: lo abbiamo definito “camaleontico” proprio per evidenziare la sua capacità di interpretare al meglio molti stili diversi. Insomma, si sente che L’Anno della Luce è un disco fatto con l’anima.

Ma lasciamo la parola alla nostra intervista a Lustro:

Ciao Lustro, sei appena tornato con il tuo nuovo album “L’anno della luce”. Ci parleresti del disco e del percorso che ha portato alla sua realizzazione?

Ciao a tutti, sono tornato, così almeno si dice di solito quando si presenta un nuovo album, ma in realtà non me ne sono mai andato, ho pubblicato un progetto ogni anno, o quasi.
Negli ultimi tre anni ho lavorato su 3 Ep della serie “experiment” (scaricabili sul sito www.lustromusic.com) e in contemporanea il disco ufficiale era già un bel cantiere aperto. Da un lato sperimentavo suoni nuovi per me, testavo la mia attitudine, il flow, dall’altro iniziavo a costruire le fondamenta del disco, creando le prime armonie, beat e strofe.
E’ stato lungo e nel complesso faticoso, perché non vivo di musica, lavoro e studio, ma le ho dedicato molto del mio poco tempo libero.

Una delle cose che ci è piaciuta de “L’anno della luce”, è che suona molto classic ma al tempo stesso è un disco molto fresco. Che lavoro c’è stato dietro i beat che avete scelto?

Avete chi? (ride) I beat per mia fortuna li ho scelti da solo, essendo indipendente posso permettermi il lusso e la libertà di comporre il mio puzzle.
Hai avuto una buona lettura, l’idea era proprio quella di essere classico ma moderno, non suonare anni ’90 ma provare a lasciare quel sapore.

Nel disco troviamo Hyst, Mecna, Totò Nasty, Jesto, Giancarlo, Mistaman, Dj Dust e Soulcè. I pezzi sembrano cuciti addosso ad ognuno di loro e tu sei stato abbastanza camaleontico in tal senso, mettendoti in gioco ogni volta con successo. Ci racconti qualcosa in più su queste collaborazioni?

Ti ringrazio per il “camaleontico”, hai colto bene. Tutte le collaborazioni presenti nel disco sono di amici, persone con cui esco la sera e ho piacere a passare del tempo assieme. Ovviamente ognuno di loro è stato indirizzato su un brano con sonorità che si avvicinassero il più possibile alle proprie attitudini.
Basta sentire la differenza che c’è tra “Fotocopie” con Jesto e “Crisalide” con Hyst, sono fratelli ma hanno due approcci al rap totalmente diversi. Lo stesso vale per i brani con Mista o con Soulcè, ho voluto rispettare proprio questo aspetto.
L’unico che non fa parte della scena hiphop è Giancarlo Prandelli, che è un cantante r&b e polistrumentista, ha suonato come turnista con i più grandi (Madonna, George Michael, Mina) ed è presidente della GNE Records (gruppo Musicaviva).

Uno dei nostri pezzi preferiti è “Scappa”. Ci piacerebbe che tu descrivessi un pò il pezzo ai nostri lettori e, a questo punto, vorremmo sapere se anche tu hai un pezzo preferito all’ interno del tuo disco!

“Scappa” è sicuramente uno dei miei preferiti, è l’ultima “reunion” Microphones Killarz, è un pezzo struggente che parla della necessità di dover lasciare la propria città natale per seguire i propri progetti di vita, in città più metropolitane dove le possibilità e le prospettive sono migliori.
Con Mecna e Totò Nasty abbiamo provato a essere i portavoce di tutta una generazione di giovani che vive questo esodo che porta le città di provincia a perdere buona parte delle nuove generazioni.
In generale scegliere uno pezzo è difficile, l’ho sudato così tanto questo disco da aver lasciato un pezzetto di cuore in ogni brano. Ovviamente ci sono testi a cui tengo più di altri, se ne devo scegliere uno ti direi “Alla fine del giorno”, penultima traccia del disco. Poiché ci sono io con tutti i miei pregi e difetti e la sento molto a livello emotivo.

Prossimi appuntamenti con Lustro?

A breve partirà un mini tour estivo in diverse città italiane, Milano, Brescia, Foggia, Roma e altre, stiamo chiudendo le date con il mio booking, le comunicherò presto su tutti i canali ufficiali (Facebook, Twitter e sito ufficiale).

Con la nostra intervista a Lustro abbiamo cercato di approfondire alcuni aspetti del suo nuovo album che, a nostro avviso, è veramente ben fatto. Tenete d’occhio le date del tour e nel frattempo imparate L’Anno della Luce a memoria!

 

Written by Alex