intervista a canesecco real

Intervista a Canesecco, uscito con il nuovo disco intitolato REAL, che esalta il concetto di eleganza reale, ma con la solita attitudine estrema del Principe romano.

Nell’ intervista a Canesecco, il rapper ci racconta i retroscena del nuovo album, parlandoci anche di Chebit, di Jesto, dell’ autotune e molto altro ancora!

Fare un’intervista a Canesecco, significa essere consapevoli di non intervistare un rapper qualunque, che ti darà le risposte che tutti vogliono ascoltare. Niente di meglio, per un sito che si chiama “Parlacomerappi”, che fa dell’ autenticità e della schiettezza la propria filosofia.

Quando Canesecco parla di attitudine estrema infatti, vi racconta il suo modo di vivere la cultura del rap, di pari passo con i problemi della vita vera e, soprattutto, senza l’aiuto di nessuno. Il risultato è REAL, un album crudo e profondo, in grado di dare a Canesecco le soddisfazioni che merita. Ma lasciamo la parola a lui, che ci ha raccontato il disco nella nostra intervista a Canesecco.

INTERVISTA A CANESECCO

Bella Secco! partiamo subito dall’ album: ci racconti un pò come ha preso forma REAL? abbiamo seguito Cambia Tutto e, subito dopo, la nascita di REAL fin dalle prime news, ti abbiamo visto particolarmente ispirato!

Ciao ragazzi, innanzitutto grazie dello spazio e della stima, inoltre complimenti per il progetto, sono un appassionato di portali hiphop e voi state facendo un ottimo lavoro. Per quanto riguarda REAL l’album ha preso forma in modo estremo, alcune tracce le ho scritte prima che uscisse “Cambia Tutto”, altre le ho scritte più recentemente. Ho lavorato “in silenzio” per più di due anni con Chebit e alla fine abbiamo selezionato le tracce più adatte per dare vita alla tracklist. Solitamente sono sempre parecchio ispirato nella scrittura, il mio problema talvolta è trovare tempo per registrare e pubblicare il materiale, tra una disavventura e l’altra, nella vita vera.

Come nasce la scelta di affidare tutte le produzioni ad un unico producer? come è stato lavorare con Chebit?

Dopo la realizzazione del doppio progetto OneLove/Reloaded ho sentito la necessità di lavorare a progetti curati da un unico producer che si occupasse anche della direzione artistica del progetto insieme a me. E’ cosi che sono nati ”Cambia Tutto” con Sick Luke e XtremeShallo con Jesto mentre stavo già lavorando a questo progetto con Chebit. In definitiva penso che continuerò a rilasciare progetti in combo con altri artisti. Nello specifico lavorare con Chebit è stato il top, era un capriccio che avevo da tempo, ma essendo due pazzi con stili di vita completamente diversi, c’è voluto parecchio tempo per riuscire a coordinarci su questo progetto, senza contare che contemporaneamente abbiamo anche rilasciato SHINOVI,primo progetto solista da producer di Chebit, uscito per la nostra label Xtreme Records.

REAL sarà diverso dai tuoi progetti precedenti? in cosa ti senti cambiato nel corso della realizzazione di questo progetto?

Credo che REAL abbia in comune con i precedenti lavori,il fattore dell’attitudine estrema, che da sempre mi contraddistingue, particolarmente in questo progetto viene accentuato il concetto di “eleganza reale” che farà da filo conduttore a tutto l’album. Si tratta di un concetto molto provocatorio, fraintendibile ma fondamentale per comprendere a pieno il vero significato di ogni rima.

C’è una canzone di REAL a cui sei più legato?

Sinceramente no, nel senso che ogni canzone è sulla tracklist per un preciso motivo, sono come figlie e non potrei sceglierne una piuttosto che un’altra.
Ci tengo a sottolineare l’importanza della traccia “PortaGuai” proposta sulla tracklist dell’album nella versione Rmx in cui rappiamo in sei. Questa traccia nasce dall’unione della scena di Roma con quella di Napoli, scene molto diverse,ma unite nel rap nonostante l’odio calcistico. Noi cerchiamo di avvicinare le città e sensibilizzare la popolazione sull’importanza dell’unione tra fratelli. Abbiamo scelto di farlo con una traccia aggressiva, perché la gente a cui vogliamo comunicare purtroppo capisce solo questo tipo di linguaggio e per fortuna grazie alla nostra musica siamo in grado di comunicare anche con tutti i ragazzi di periferia, lontani dal mondo del rap italiano.

Com’è stato girare il video di R.E.A.L. a Tor Bella Monaca, dove sei nato e cresciuto?

Sicuramente è stata un’esperienza particolare, difficile da raccontare in poche righe. Innanzitutto mi sono fatto accompagnare da mio padre, che è una figura leggendaria in zona, anche più di me. Avevamo attrezzature costose e non volevo avere problemi. Per fortuna invece è stata una giornata estremamente positiva, un salto nel passato di 20 anni! La gente al quartiere ha una sua etica e segue regole non scritte che tutti conoscono. Molti hanno paura a passare da quelle parti, ma se non cerchi problemi di certo non ne avrai, anche se devo ammettere di essere stato un po’ intimorito dall’idea che qualcosa potesse andare storto nonostante sia nato e cresciuto in quei palazzi.

In una diretta su Facebook ci hai spiegato il significato del titolo dell’ album R.E.A.L. A riguardo, hai anche fatto riferimento a chi, come te, vive questo gioco del rap “senza codici, senza trucchetti”. La cosa ti fa onore e, secondo noi, alcuni meccanismi del mondo discografico e dei numeri, andrebbero spiegati anche agli ascoltatori e a chi non ne fa parte in prima persona. In questo modo forse il pubblico si concentrerebbe più sulla musica e meno sui numeri. Cosa pensi a riguardo?

Teoricamente si, ma alcuni meccanismi sono noiosi e la gente vuole solo sognare. Non credo che svelare i trucchi degli “illusionisti” aiuterebbe la gente ad appassionarsi alla magia.
Ma credo che un “Mago” ed un “illusionista” siano figure differenti e magari già spiegare questa differenza può aiutare chi è veramente interessato ad approfondire.
Credo che il “grande pubblico” sia formato dalla parte più superficiale di ognuno di noi, quella parte disinteressata ad approfondire e che toglie attenzione alle cose serie per darla ai dissing o al rap trash. Scagli la prima pietra chi è senza peccato.
Dovremmo solo viverla più easy e goderci la musica con meno paranoie.

Un altro tormentone che si legge su tutti i commetti riguarda l’ Autotune. Secondo te perchè molti ascoltatori fanno fatica a digerirlo?

Probabilmente perché in Italia l’Autotune è associato ai tormentoni di rap italiano mainstream.
Il pubblico che commenta sul web, principalmente è composto da ragazzini ai primi ascolti che sfogano la propria ignoranza giudicando,più che cercando di capire qualcosa sul rap. In realtà lo abbiamo fatto tutti da piccoli ma per fortuna la mia generazione non ha lasciato tracce, sparavamo cazzate tra di noi in cameretta, oggi invece quelle cazzate sono commenti pubblici da tenere in considerazione come dati sensibili per valutare se contattare o meno un artista a suonare dal vivo. Questo è un grande problema che limita molto l’evoluzione del genere, costringendo gli artisti a fare “fan service” e rincorrere la follia dell’ignoranza dei “commentatori seriali”, visto che chi segue la vicenda da almeno due anni si vergogna a partecipare alle discussioni “nosense” che si creano sui vari social. Il mio pubblico principalmente è formato da persone che mi seguono da un po’, sanno come ragiono, alcuni li conosco proprio di persona e se li becco in giro ci salutiamo. Non è sicuramente gente che spara cazzate sul web, quello è un comportamento infantile che ha la maggior parte degli ascoltatori di rap italiano mainstream, persi nella follia dell’ “insulto facile” fanno parte di un ciclo infinito che mi fa rabbrividire solo al pensiero. Quelli che seguono me, lavorano tutto il giorno e non avrebbero nemmeno tempo per scrivere pensieri confusi su internet. Può sembrare che io sia meno seguito di altri rapper ma in realtà i miei followers sono dei pazzi come me e puoi trovarli più in giro a fare casino con la mia musica in sottofondo piuttosto che sul web a scrivere cattiverie per cercare una risposta o per vantarsi con gli amichetti, come purtroppo fanno i supporters degli altri.

Dopo XtremeShallo, sia tu che Jesto siete usciti ad Aprile con un nuovo album. Vi conoscete da una vita: nella realizzazione di REAL e di JUSTIN c’è stato un confronto tra di voi?

Si assolutamente! Io e Justin, siamo molto amici ma la stima artistica che che ci lega è ancora più grande dell’amicizia. So di essere una delle persone più fidate per Jesto, uno dei pochi a cui fa ascoltare le sue robe prima che escano e lo stesso vale per me. In passato purtroppo ci siamo fidati di gente che ci ha rubato milioni di idee, pubblicando cose sentite da noi ancora prima che uscissero le nostre versioni e di conseguenza ci siamo un po’ chiusi e lo potete capire dai testi di entrambi. Probabilmente chi leggerà queste righe penserà subito ad associare “chi può aver rubato cosa a chi” e cercare di trovare dei riferimenti, purtroppo questo succede perchè la parte più superficiale di ognuno di noi cerca appagamento nel gossip, mentre io vorrei disperatamente far passare il messaggio che è importante capire la bassezza del “peccato” e non il nome del “peccatore”, ma forse pretendo troppo….

Una domanda la dedichiamo ai Supporterz Estremi. Abbiamo visto dai social che hai un rapporto molto diretto con loro. E’ un rapporto fatto di “bastone e carota”: gli dai molto affetto, ma non gli risparmi sfoghi e cazziatoni quando servono. Autentico anche in questo.

Sinceramente no… I miei supporterz estremi sono lo specchio dei miei testi. Capiscono ogni parola e ci si rispecchiano al 100% portando avanti insieme a me una battaglia più grande di tutti noi messi assieme. Logicamente però non sono seguito solo da loro, specialmente quando esce qualche nuovo progetto, c’è sempre gente che si interessa e vari ascoltatori occasionali che vengono a comportarsi sui miei social nel modo in cui sono abituati a comportarsi con gli altri rappers, ossia insultando, pretendendo e cercando disperatamente considerazione da qualcuno che credono essere in una posizione invidiabile ed irraggiungibile. Sono molto severo con questi giovani “italiani medi” figli ed eredi di chi sta rovinando il nostro paese. È un discorso difficile da affrontare in poche parole ma c’è molta differenza tra i miei supporter estremi e gli ascoltatori occasionali a cui sono indirizzate le parole severe!
Sempre sul rapporto con i fan: spesso sui social dici di sentirti come “il professore a scuola” che spiega l’hip hop ai ragazzi, magari a seguito di commenti negativi infondati. Questo per te potrebbe essere un ruolo scomodo. In realtà, secondo noi fai un lavoro molto prezioso, perchè è come se “educassi” i fans all’ ascolto del rap, cosa che nel mondo del web a volte avviene in maniera troppo istantanea e superficiale. Fosse per noi, ti dedicheremmo subito una rubrica “Canesecco vi insegna il RAP” !!!

Grazie ragazzi, vi ringrazio davvero per la stima. Effettivamente si, è un lavoraccio, ma qualcuno deve pur farlo. Non ho mai negato che preferirei “swaggare” al club piuttosto che stare qui a sbattere la testa dietro alla follia del web, ma so bene che è necessario che accetti questo ruolo e nonostante mi tolga molto tempo per i piaceri personali non me ne sono mai tirato indietro. Interessante l’idea della rubrica, parliamone!

Prossimi eventi e Prossimi progetti in cantiere?

Per ora siamo concentrati sull’in-store tour poi sicuramente arriveranno tante date dal vivo! basta restare aggiornati sulla mia pagina facebook/caneseccoxtreme

L’ intervista a Canesecco ci ha permesso di entrare ancora di più nel mondo di R.E.A.L. , eleganza reale e attitudine estrema in un solo album. Canesecco per certi versi ci ha anche aperto la mente su molti aspetti del rap e sul modo in cui i fan dovrebbero approcciarlo. Niente di nuovo per noi, che fin dall’ inizio abbiamo detto che Canesecco il rap potrebbe insegnarlo! Aspettatevi una rubrica sul nostro sito, non si sa mai!!!!

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Written by Alex