Il 16 Novembre è uscito Adversus dei Colle Der Fomento. 11 anni dall’ultimo disco, 11 anni con poche e remote notizie, 11 anni di attesa per un ritorno che ormai da molti, se non tutti, si era tramutato in una flebile speranza. Poi l’annuncio di un nuovo album in uscita in breve tempo.
Adversus” è il titolo dell’ultimo lavoro, l’ultimo pezzo mancante di una storia già leggendaria, l’opera definitiva dei Colle Del Fomento.

Adversus dei Colle Der Fomento: la recensione

Il disco presenta 14 tracce, inedite o quasi tutte, che non si collocano secondo un ordine casuale ma studiato attentamente, come a rappresentare un viaggio, forse l’ultimo, che si scontra in maniera corrosiva contro la nuova idea di hip hop, dei nostri giorni.

Dopo molti anni, l’ennesima singolare scelta di lavorare con un solo produttore, Dj Craim, che all’interno del disco cura tutti i sound con un’esperienza musicalmente intellettuale e straordinaria, immergendosi a pieno nel progetto creativo, mai limitandosi a produrre beat superficiali, ma sperimentando e unendo più generi tra di loro.
Il risultato è un album con sonorità omogenee, mature, ben amalgamate tra di loro, senza mai distaccarsi troppo dai suoni hip hop.

Non è questa l’unica singolarità del disco. In 14 tracce è presente un solo artista non facente parte del gruppo: a Kaos One infatti sono assegnati gli unici due featuring del disco, “Sergio Leone”, originaria del 2013 e “Miglia e promesse” in cui la paura e la morte costituiscono le tematiche principali.

D’altronde lo si era già capito dal titolo dell’album: “Adversus” in latino significa “contro”, ed è un titolo che a pieno rispecchia approcci, scelte e ideologie che da sempre distinguono questo gruppo. Tutto è concepito come un manifesto cupo, denso, a tratti angosciante, di chi non ha mai smesso di combattere, di chi non si è mai arreso.

Adversus dei Colle Der Fomento, un disco di riflessione

In Adversus dei Colle Der Fomento, i rapper romani mettono in discussione il loro ruolo all’interno dell’hip hop italiano odierno e, giunti alla fine delle tracce, se ne tirano fuori. Vi è per questo un senso di sconfitta globale che invade il disco, che non riguarda solo la sfera musicale, ma invade tutti gli ambiti della società: dalla politica, alla sfera pubblica, sino a quella privata e quotidiana.

Un’Italia che acclama e accoglie a braccia aperte i nuovi consumatori, scontrandosi sempre più con il vero significato di hip hop, concepito dal gruppo romano come spazio d’incontro tra differenze, controculture e forme di vita che sfidano il potere e il razzismo, rifiutando in maniera categorica ogni tipo di fascismo, che avvelena la vita delle persone.

Adversus dei Colle Der Fomento, dotato di una perfetta sonorità, è però in primis un disco di riflessione: offre splendidi spunti per ogni attento lettore, anche grazie alle innumerevoli citazioni e riferimenti ai cantautori italiani. Appaiono Dalla, De Andrè, De Gregori, fino a Pasolini, a sottolineare l’enfasi che è posta in maniera prioritaria sul testo, sulla parola in ognuna delle 14 tracce.

Ancora una volta, forse per l’ultima, proprio in un epoca in cui il business ha sopraffatto l’anima pura dell’arte, i Colle Der Fomento hanno regalato a ogni amante del rap un disco leggendario, i titoli di coda per incoronare una storia così bella e unica.

Leggi altre recensioni di Parlacomerappi

Leggi le interviste di Parlacomerappi

Written by Alex